L’estate che uccisi mio nonno di Luana Vergari

L’estate che uccisi mio nonno (Nicola Pesce Editore, 2014) è un racconto fatto in prima persona da un bambino di sei anni, convinto di avere i superpoteri e di aver ucciso il nonno con la sua pistola a raggi alfa. Una storia rocambolesca non priva di colpi di scena, che accompagna il protagonista lungo un itinerario svolto, in larga parte, in macchina. Il viaggio per raggiungere il paese di origine del padre (a causa dei funerali del nonno), diventa un’occasione per raccontare la vita di tutti i giorni, attraverso gli occhi di un bambino, con le sue contraddizioni e le brucianti verità. Ed è così che i rimproveri della madre assumono il carattere di perfide ingiustizie, l’amicizia di un amico il più grande dono che si possa ricevere, le lacrime del padre il campanello d’allarme che sia successo qualcosa di veramente grave, la morte del nonno null’altro che un evento naturale della vita. Circondato da scenari e persone sempre diverse, ogni avvenimento, anche il più banale, diventa spunto di riflessione per chi ha, ancora, un mondo da scoprire. Il piccolo protagonista non fa altro che raccontare le cose che gli accadono intorno e manifestare i propri pensieri ed i propri modi di vedere; è così che viene a delinearsi una verità parallela che altro non è che la schietta e, forse, più profonda realtà dei fatti.

SixBandArmadilloLyd

Annunci